Instagram, gli hashtag, e i #DCA.

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Lo dico spesso, ho un’insana passione per le foto, degli altri perché io non sono molto capace. L’altra mia passione, sempre insana, è la colazione.

Di recente ho iniziato ad usare instagram non più come semplice aggiungi filtro, ma come ricerca. Ed ecco che subentra l’altra insana passione, la colazione. Se si inserisce nella casella di ricerca #colazioneitaliana oppure #italianbreakfast, ecco che spuntano fuori quelle prelibatezze tipiche di ogni fantasia.

L’altra scoperta. Cliccando su dolci di ogni tipo, piatti di ogni tipo, scenari di ogni tipo, ho iniziato a guardare alcuni profili. Incuriosita dal fatto che molti, come me, condividono questa “passione” per il cibo.

La scoperta è questa, probabilmente nulla di nuovo direte, ma sto ancora riflettendo su alcune cose. Molti di questi profili sono di ragazze, ma anche ragazzi, in #recovery #dca. Soffermandomi a leggere i commenti di alcune foto, dopo aver osservato l’immagine dell’utente, trovo conferma di quanto sospettavo. Di quello che palesemente si arriva a sospettare. E leggo leggo leggo, e all’inzio penso oh, ma bene, e poco dopo ah. no.

No. No, perché leggendo i vari commenti mi rendo conto che, quella ragazza, la cui immagine non coincide con quello “apparentemente” mangia e posta su instagram, se all’inizio poteva chiaramente sembrare sulla buona strada, in realtà nutro fortissimi dubbi al riguardo. Ma spero di sbagliarmi. Si parlava di tenere un bilancio giornaliero e di un pasto che viene spesso saltato. E quindi mi domando, perché tutte quelle persone che, vedendola così spigolosa (perché l’immagine di una persona con un disturbo alimentare di una certa entità, non è che passi inosservato, basta osservare braccia e gambe in primis, ma spesso le sporgenze sono ben oltre l’evidente), e dunque, mi domando perché, come, una persona possa complimentarsi,  ma che bel fisico che hai. 

E mi domando ancora quanto sia un bene promuovere quest’immagine, che inevitabilmente (se hai un profilo pubblico), viene esposta a persone di ogni genere, persone che non diranno nulla, persone che manifesteranno la loro ammirazione e altre che magari criticheranno, che in realtà trovo che siano molte meno, per quel poco che ho visto.

Come ci si comporta in queste situazioni? Commentare un’immagine mettendo in risalto che non è così, sembrerebbe brutale. Del resto, io non conosco quelle persone. Rischierei davvero di creare scompiglio in una mente che se è in ripresa non so quanto abbia raggiunto consapevolezza di sè e dei propri disturbi.

Cercando ancora, #ana (anoressia) troviamo ben 5.313.460 post.

Cercando ancora, #mia (bulimia) troviamo ben 5.135.960 post.

Prima di accedere c’è un advisory che vi comunica che alcune delle immagini contenute sono “forti”. E trovate foto di ogni genere. Tra queste, abbiamo i cutters, autolesionismo che spinge le persone a tagliarsi per trovare sollievo.

Tra le immagini che mi si sono stampate nella mente, c’è un frammento, un occhio, arrossato, che ha pianto. E gli hashtag #cry #depression #suicidal. E poi ancora questa ragazza che postava una sua foto chiedendo espressamente aiuto, si trovava in vacanza studio e stava avendo una forte ricaduta.

E che non si trovino siti espiciti pro ana, bè, in due secondi ne ho trovati già due.

Credo che siano vietati, che ci sia una sorta di censura, non che ci voglia molto ad aggirarla. Possiamo trovare subito #pr0ana e #ana_bellissima_

Dunque, mi trovo in una situazione nella quale vorrei fare/dire qualcosa, ma questo presuppone il saper dire/fare qualcosa. Scorrere le immagini e restare con la sensazione di dover fare qualcosa, ma cosa? Sono disturbi che vanno molto al di là di quello che è il cibo, quello che viene manifestato è un sintomo, è la punta dell’iceberg di un malessere che deve essere attraversato. Ma questa diffondersi di immagini, di richieste d’aiuto, può essere tanto di reale conforto e confronto, quanto distruttivo. Le due facce della stessa medaglia.

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2 comments

  1. Quello che dici è totalmente esplicito come indica l’immagine, ma è tutto totalmente vero.. e fa riflettere..
    Ben scritto complimenti!

    1. Grazie! In realtà l’argomento è così vasto che ce ne sarebbero ancora molte di cose da dire, ad esempio sulla proposta di legge per la quale diventa reato, punibile col carcere, l’istigazione a determinati atteggiamenti tanto diffusi tra persone che cercano disperatamente di dimagrire, punirsi, farsi del male. Ma, sinceramente, non ho ancora ben chiara questa legge per poterne parlare, bene o male!

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